Berlusconi: “Presto torneremo anche al governo…”.

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Berlusconi sente aria di vittoria: Presto torneremo anche al governo. Silvio Berlusconi ha rivelato

che sarà «ancora nonno per la nona volta». Lo ha raccontato ieri in collegamento telefonico con un centinaio di pensionati milanesi. Nonno «assolutamente felice» di una bimba, nell’emozione il leader di Forza Italia fa un lapsus e attribuisce l’attesa a Pier Silvio invece che alla figlia Eleonora. Il Cav era atteso alla riunione organizzata dal coordinatore dei seniores azzurri Enrico Pianetta ma all’ultimo si è collegato solo via cavo. In sala, invece, il candidato sindaco del centrodestra a Milano e la capolista Fi Mariastella Gelmini. Matteo Renzi, attacca Berlusconi, «ora si è inventato un’elemosina elettorale degli 80 euro ai pensionati, non ne abbiamo bisogno. Durante la campagna spieghiamo a quelli della nostra età che quando eravamo al governo abbiamo alzato le pensioni a un milione di lire. E quando torneremo a guidare il Paese, nel primo Consiglio dei ministri firmeremo l’innalzamento della minima a mille euro, una cifra più bassa oggi non è dignitosa». Renzi «si sta costruendo un sistema su misura, non esito a chiamarlo regime». Fa un appello contro l’astensionismo alle prossime elezioni amministrative fissate il 5 giugno (con ballottaggio il 19): «Tutti vadano a votare per liberare Milano, la prossima tornata è importante. Il risultato milanese può contribuire a cambiare la politica d’Italia e prepararci alle elezioni nazionali».In campo a Milano per il dopo Pisapia ci sono già dieci candidati, erano undici prima dell’accordo ieri tra Corrado Passera e Parisi. Un patto che ora costringe l’uomo del Pd Beppe Sala, l’ex commissario Expo, a inseguire. Secondo gli ultimi sondaggi tra Parisi e Sala era già testa a testa, il pacchetto di preferenze raccolte in questi mesi di campagna dall’ex ministro confluirà quasi interamente sul manager del centrodestra. Parisi è un non politico, come Guido Bertolaso a Roma, Gianni Lettieri a Napoli. Berlusconi lo ha ricordato ieri al telefono, «per le prossime comunali a Milano, Roma e Napoli non abbiamo scelto politici, dei campioni del dire, del bla bla bla, ma del fare». E per la Capitale «dove per rimettere le cose in sesto non è facile, ho scelto un fuoriclasse dell’emergenza, che conosco perfettamente e con cui ho lavorato». Non cede alle pressioni di Giorgia Meloni e del segretario della Lega Matteo Salvini a confluire sulla candidatura a sindaco della leader di Fratelli d’Italia. Il Cav ieri ha ribadito la fiducia a Bertolaso, che nelle stesse ore era riunito con i parlamentari azzurri. «Voglio l’appoggio convinto e deciso di tutta Fi – il discorso dell’ex capo della Protezione civile – posso aver anche commesso in buona fede degli errori politici ma questo è accaduto perché non è il mio mestiere, voglio cambiare Roma e lo posso fare ma solo con l’aiuto di tutti».

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