Un tempo tutti lo avversavano, oggi tutti sul carro del vincitore. Tipico costume Italico, niente di nuovo.


Un vincente lo è sempre stato.Da calciatore prima e da allenatore poi. Sicuramente lo sarà ancora, ovunque andrà sarà un vincente. È un condottiero vincente che ha costruito l’Italia da sogno. Grandissimo allenatore dellaJuventus con una profonda rabbia agonistica che capitalizza vincendo. Un tempo oggetto di repliche, imitazioni e spettacoli tv.Bistrattata riferito alla nazionale azzurra, termine usato strategicamente per indicare le enormi difficoltà del proprio lavoro in un clima di pessimismo cosmico. Che per ora i risultati stanno mitigando.Difesa Juventina l’arma più efficace del gruppo. Una delle certezze di base di quest’Italia. Il lavoro di Conte porta i giocatori a credere in un obiettivo sempre, anche in situazioni di difficoltà persistenti e dalle quali si cerca di uscire a testa alta.Guerrieri Una parola che si addice al gruppo contiano, ma anche agli avversari come ha specificato Conte prima di Italia-Irlanda. Non a caso Buffon ha parlato di un’avventura europea da affrontare sin dall’inizio con «l’elmetto in testa».Hotel una delle scaramanzie già ai tempi della Juventus: non cambiare quartier generale se in precedenza in quella sede si era vinto una partita. In Inghilterra è il futuro di Conte che sta studiando l’inglese da mesi e che ha voglia di tornare a respirare l’erba e il lavoro quotidiano. Arriverà a Londra con un’esperienza internazionale rafforzata dalle belle prestazioni degli Azzurri. Lavoro e sacrificio il segreto di Conte. chiave per il ct. Testa bassa e lavorare senza mai pensare come ha fatto lui da calciatore. Conte è un bravo sarto che costruisce un abito che calzi a pennello con il materiale che ha a disposizione. Finora è stato degno di un atelier di prim’ordine.È stato papà Cosimino a quanto ha raccontato Conte, colui che l’ha spinto verso la panchina azzurra quella che regala più emozione, ct dixit, di ogni altra esperienza tecnica.QualitàNe manca molta a livello tecnico a questa nazionale, ma il gruppo sopperisce con il carattere e la tenacia. Che a sua volta è una qualità pure questa.Ristorante «Non si può mangiare con 10 euro in un ristorante da 100», la frase riferita agli insuccessi europei della Juve, primo passo verso il divorzio dai bianconeri.ScommesseLa macchia che resterà impressa nella sua anima, dalla squalifica sportiva all’assoluzione nel processo penale. «Ma non c’è un lieto fine, non dimenticherò questa ferita».UmiltàCome il lavoro, è alla base di tutto. Non bisogna mai perdere la strada maestra, in momenti di esaltazione o di abbattimento.VittoriaCome il nome della figlia, la parola che più piace a Conte. Il suo motto è: «Per vincere servono tre cose: testa, cuore e gambe e non in quest’ordine preciso».ZebraIl suo passato glorioso, prima da giocatore – con 14 trofei vinti, compresi 5 scudetti – poi da tecnico dei tre tricolori di fila e del record di 102 punti in una stagione.


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