BEATI GLI ORFANI… (NON AVRANNO GUAI CON ETRURIA…)

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Beati gli orfani. (Non avranno guai con Etruria…)
Beati gli orfani, hanno davanti a sé una strada in discesa, non devono rispondere dei guai combinati dai genitori, specialmente dai padri che, negli ultimi tempi, hanno dimostrato di non essere all’altezza dei figli. E che figli. Ci riferiamo a titolo esemplificativo a Matteo Renzi, cioè il ragazzo premier, e a Maria Elena Boschi, deliziosa fanciulla nominata addirittura ministro delle Riforme, entrambi costretti a combattere contro varie opposizioni – interne, esterne e collaterali – e, quasi non bastasse, anche contro i rispettivi papà. Quello dell’ex sindaco di Firenze è sotto inchiesta per questioni di cui non si è ancora capito niente, e quello della signorina è nell’occhio del ciclone bancario. Dio maledica l’Etruria e pure gli etruschi.Renzi se n’è uscito con una battuta al fulmicotone: se il mio babbo è indagato posso solo consigliargli di scegliere un buon avvocato. L’idea non è da scartare, difficile contestarla. Colui che l’ha avuta non è un bischero. Non sarà Pico della Mirandola, ma è un signor leader in grado di stare in piedi anche quando è obbligato a camminare sulle nuvole, per altro affollatissime di uomini politici che lo vorrebbero morto senza essere capaci di ucciderlo. Da mesi Matteo è attaccato ferocemente perché il suo papi non sarebbe un santo bensì un imprenditore che, come vari suoi colleghi, si è infilato in una serie di pasticci. Domanda: che c’entra l’erede? C’entra perché è presidente del Consiglio, e chi ricopre la carica di capo del governo non solo deve essere vergine; occorre paradossalmente che siano illibati anche coloro i quali lo hanno messo al mondo. Se la moglie di Cesare era costretta a essere sopra ogni sospetto, il padre di Matteo non può ricevere un avviso di garanzia senza danneggiare la reputazione del discendente. C’era una volta un detto: «Le colpe dei padri non ricadano sui figli». Una sciocchezza. Presto i premier saranno mandati a casa ove si scoprisse che hanno un nonno stronzo. È l’evoluzione della democrazia e della seconda e terza Repubblica. Su Matteo se ne dicono tante, probabilmente anche qualche verità. Ma se è conveniente farlo sloggiare da Palazzo Chigi si escogiti un pretesto meno cretino di quello relativo alla condotta di chi lo ha generato. Il quale forse è titolare di qualche casino aziendale, ma non per questo è lecito inforcarne l’ex bambino. Sarebbe una pratica barbarica, uguale a quella adottata dallo stesso Renzi allorquando allontanò dal Consiglio dei ministri il povero Lupi, reo di avere dato alla luce un maschio che una volta laureatosi ebbe in omaggio un Rolex d’acciaio, valore quattromila euro. Lupi non fu perseguito, segno che era innocente. Chissenefrega.È stato lo stesso mandato fuori dalle balle. Peggio dei furfanti ci sono soltanto i moralisti e i moralizzatori. Ma a quel tempo Renzi era meno sensibile all’esigenza di rispettare un minimo di lealtà nei confronti dei propri ministri. Non importa. E veniamo a Maria Elena Boschi. Anch’ella ha un papà birichino. Che stava nella Banca Etruria, di cui conosciamo le prodezze. La ministrina, trafitta dagli strali dei suddetti moralisti, che l’accusavano di avere agevolato il genitore, si è difesa in Parlamento con abilità e coraggio. Ciò tuttavia non è bastato. È stata presa dagli onorevoli per la parte del corpo di maggior spicco, dicendo che insomma c’era un sesquipedale conflitto di interessi.Quali interessi? La bambina avrebbe aiutato papà sponsorizzando l’approvazione di un decreto malandrino. Inoltre, in aula avrebbe tessuto le lodi del paparino. Cosa doveva dire? Che è un farabutto? Si dà però il caso che la Boschi e Renzi siano culo e camicia, cosicché si afferma che le loro esistenze siano parallele (non orizzontali, per carità) pertanto i loro critici vivono la situazione come un invito a nozze: addosso a entrambi, lei e lui, allo scopo di sputtanarli sul piano personale e su quello familiare. Ci sarà magari un fondamento, ma attenzione: dove sono le prove? L’intera storia, come si evince dalla narrazione della medesima, fa schifo ed è la dimostrazione che dalla politica siamo scaduti al gossip della peggiore specie.Non c’è bisogno di rovistare negli indumenti intimi di coloro che governano per recuperare materiale idoneo a sfiduciarli. È sufficiente giudicarli dai risultati della loro attività. Se essi non sono soddisfacenti, si chiedano elezioni anticipate. Altrimenti si attenda di avere in mano argomenti più solidi prima di dare fuoco alle polveri. Che adesso sono bagnate. Cambiamo almeno costume. Cessiamo di piangere se uno resta orfano, sappiamo che è fortunato, ha meno grane e talvolta si giova di qualche spinta solidale. Ne sa qualcosa Mario Calabresi.

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