BERLUSCONI SPIATO DAGLI USA, RENZI MANDA AVANTI LA BOSCHI…

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Berlusconi spiato dagli Usa, Renzi manda avanti la Boschi.
Matteo Renzi si nasconde. Non è lui a mettere la faccia nell’ultimo schiaffo dell’America alla democrazia italiana. Non si è esposto persosalmente dopo le ultime rivelazioni di Wikileaks sullo spionaggio americano ai danni di Silvio Berlusconi quando era capo del governo nel 2011, poco prima delle sue dimissioni. Si è limitato a chiedere spiegazioni e, al question time a Montecitorio, ha mandato avanti Maria Elena Boschi. “Ci saranno ulteriori approfondimenti attraverso canali tecnici in collaborazione con gli Stati Uniti – ha assicurato il ministro per le Riforme – tutti gli elementi saranno riferiti dal governo anche in sede parlamentare”.La procura di Roma ha aperto un fascicolo per fare luce sull’intercettazione di conversazioni telefoniche, nel 2011, di Berlusconi da parte dello Special Collection Service (Scs), unità speciale dell’Nsa. Il fascicolo, aperto con l’intestazione “atti relativi a”, ossia senza ipotesi di reato né indagati, contiene anche una serie di articoli dedicati dalla stampa al caso. Secondo i nuovi documenti fatti filtrare dall’organizzazione di Julian Assange, la Nsa avrebbe intercettato le telefonate dell’allora premier e quelle dei suoi collaboratori principali a Palazzo Chigi, tra cui anche conversazioni dirette con leader stranieri come Benyamin Netanyahu. E c’è anche un report su un incontro tra Berlusconi, il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel nel quale Sarkozy avrebbe sollecitato il premier italiano a “prendere delle decisioni” perchè le istituzioni finanziarie italiane rischiavano di “saltare in aria”. L’incontro è del 22 ottobre 2011. Meno di un mese dopo, Berlusconi si dimise sotto la pressione di uno spread arrivato alle stelle, aprendo le porte di Palazzo Chigi a Mario Monti.Lo scandalo è sbarcato oggi in parlamento. Forza Italia ha presentato un’interrogazione per cercare di far luce sull’ultimo tassello del complotto ordito dall’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano per far dimettere il Cavaliere. Alla Camera si è presentata a rispondere la Boschi, forte della sua carica di ministro per i Rapporti col parlamento. Ai parlamentari azzurri, che paventano una “grave violazione della sovranità nazionale“, ha assicurato che, dopo aver convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti per chiedere chiarimenti, il governo batterà anche i canali tecnici di collaborazione con gli Stati Uniti. “Tutti gli elementi che emergeranno – ha promesso – saranno prontamente riferiti dal governo in sede parlamentare”. Ma Renato Brunetta chiede quanto prima una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del 2011. “Quello che è successo a noi quando eravamo al governo ora può succedere a voi – avverte il presidente dei deputati azzurri – è bene tutelare la sovranità delle istituzioni“.

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