IL TWEET DI GRILLO: “DOV’É LA BOSCHI? CON PICERNO IN TANGENZIALE…”

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Il tweet della discordia, non il primo, a sfondo sessuale. Ieri sera è divampata la polemica politica per via di un messaggio che il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, ha rilanciato in rete sul suo account Twitter: “#Boschidovese in tangenziale con la pina”.
Quando per Pina si intende la Picerno. Immaginare Maria Elena Boschi e Pina Picerno in tangenziale lascia intendere subito l’insulto sessista.L’offesa è evidente e non è sfuggita ai vertici del Pd. Alessandra Moretti ha scritto su Facebook: “Disgustoso retweet di Beppe Grillo. Anziché preoccuparsi di quanto avvenuto a Quarto (Napoli), dove il sindaco M5S è stato eletto anche grazie ai voti dei camorristi (gli stessi che organizzarono il funerale dei Casamonica), si diletta a insultare in modo sessista e maleducato Maria Elena Boschi e Pina Picierno. La differenza – aggiunge Moretti -, al contrario vostro, è che noi non diremo mai che il vostro movimento è fatto da mafiosi, camorristi e delinquenti come voi fate quotidianamente con noi. Generalizzare è sempre sbagliato. Lo è per noi e lo è anche per voi”.Tutto è nato a causa di un post sul blog del comico genovese che accusava la ministra Boschi di essere “scomparsa” per nascondersi dallo scandalo Etruria. “Dopo la votazione della mozione di sfiducia che ha costretto il ministro a parlare davanti a tutti gli italiani dello scandalo della banca in cui il papà era vicepresidente, il fratello dipendente e lei azionalista, Maria Elena Boschi è scomparsa – scrive Grillo – In televisione non la si vede più, nessuna intervista, nessuno la nomina, ha smesso di twittare. Che fine ha fatto?”. Po accusa: “Non c’è perché la Boschi ha rispettato i dettami della legge Frattini che stabilisce che c’è conflitto di interessi in capo a una carica di governo quando il titolare della carica partecipa a un atto o omette un atto che ha “un’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del titolare (in questo caso del ministro, ndr) del coniuge, o dei parenti entro il secondo grado” e, secondo requisito, “con danno per l’interesse pubblico”. Alla Boschi per non far scattare il conflitto d’interesse è bastato non partecipare alla riunione del del 22 novembre, quella del decreto salva Banche, dove si discuteva della Banca di famiglia”.

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