Papa Francesco lava i piedi ai profughi nel Cara a maggioranza Islamica…

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“Con il popolo

scartato”. “Non abbiamo paura di eccedere in incontro e perdono”. Come Pietro, vergognamoci dei nostri peccati ma accettiamo la dignità della missione. Celebrando la Messa del crisma, nella basilica di San Pietro, attorniato da vescovi e cardinali, papa Francesco traccia il progetto di quella “dinamica della misericordia” che altro non è che la “dinamica del buon samaritano” alla quale si ispira particolarmente nell’anno giubilare che ha intitolato alla misericordia. La misericordia, ricorda il Santo Padre, si contrappone a “indifferenza e violenza”.Con questo spirito, a Castelnuovo di Porto, papa Francesco celebra la Messa in coena Domini, con il rito della lavanda dei piedi, in un Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) dove i profughi vengono ospitati in attesa che vengano espletate le procedure per accogliere o meno la loro domanda di protezione internazionale. Per uno dei gesti giubilari più significativi dell’anno santo, dunque, Bergoglio sceglie i profughi. Sin dal primo viaggio, a Lampedusa nel luglio 2013, gli immigrati sono una priorità del suo pontificato. Per loro, durante tutto il mese di marzo parallelamente ai tre vertici europei e alla cronaca internazionale, non ha smesso di spendere interventi e appelli. Lavare i piedi è un gesto di servizio, che il cristiano è chiamato a compiere verso ogni essere umano. E oggi papa Francesco lava i piedi persoone, l’operatrice 30enne Angela Ferri e a undici richiedenti asilo (quattro cattolici, tre cristiani copti, tre musulmani e un hindù). “Siano tutti fratelli, figli dello stesso Dio e vogliamo vivere in pace integrati – dice – ognuno di noi ha una storia, tante croci, dolori, ma anche ha un cuore aperto che vuole la fratellanza. Questo si contagi nel mondo perché non ci siano le 30 monete per uccidere il fratello, ma sempre ci sia la fratellanza”.Prima di inginocchiarsi davanti ai dodici immigrati, papa Francesco parla anche dei recenti attacchi che hanno ferito a morte Bruxelles e sconvolto l’Europa intera. “Tre giorni fa un gesto di guerra di distruzione in una città dell’Europa, gente che non vuol vivere in pace – dice nell’omelia – ma dietro di quel gesto c’erano altri, come dietro Giuda c’erano quelli che gli hanno dato denaro. Dietro quel gesto i fabbricanti di armi che vogliono non la pace, ma la guerra, non la fratellanza ma l’odio – continua – poveri quelli che comprano le armi contro la pace”. Parlando a braccio nell’omelia pronunciata davanti a 900 richiedenti asilo, pone l’accento sul gesto della fratellanza: “Siamo diversi ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace”.Celebrando in un Cara la lavanda dei piedi, papa Francesco rende ancora più significativo questo rito suggestivo che ricorda quello compiuto da Gesù verso i suoi discepoli. Nel 2013 infatti il Papa lo ha compiuto nel carcere minorile di Casal Del Marmo, nel 2014 in un centro per disabili gravi di don Gnocchi e nel 2015 nel carcere di Rebibbia. In tutte queste precedenti occasioni tra i dodici c’erano uomini e donne, alcuni di religione islamica. Il Cara di Castelnuovo di Porto ospita 892 persone da 25 diversi Paesi. Di questi 557 sono musulmani, 239 cristiani (copti, cattolici e protestanti), 94 pentecostali e due indù. Il 20% è richiedente asilo nel progetto Relocation, il 70% è richiedente asilo “diniegato” (in attesa dell’esito del ricorso al Tribunale ordinario) e il 10% è in attesa di seconda accoglienza (Sprar) o in attesa di esito dello status di rifugiato.

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