Renxit…

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Dopo Brexit arriva Renxit! Siete sorpresi? Chi lo è dimostra

grave carenza. Non si passa indenni nella Politica Italiana se arrivi in alto con giochi di potere spericolati.

Il passato, la storia questo dimostra. Lo stesso potere che ti agevola ti spreme peggio di un limone. Quando il succo finisce prendono dalla pianta un altro frutto per servirsene con un opportunismo spietato.

All’orizzonte è apparso un nuovo cantiere aperto, con le gru, le ruspe, gli operai al lavoro, ma non ancora un capocantiere né un progetto architettonico preciso per tenere insieme tutto l’edificio. Il leader leghista Matteo Salvini, a distanza di mesi dal raduno del centrodestra a Bologna chiama a raccolta le forze di una coalizione in cerca del suo centro di gravità permanente.

All’Auditorium di Parma la Lega salviniana, ha portato economisti, giuristi ed esperti per illustrare le ricette su euro, pensioni, immigrazione, revisione dei trattati europei. Ad ascoltare, nelle prime file, i vertici del Carroccio (i governatori Maroni e Zaia, i parlamentari e dirigenti leghisti) ma anche i colonnelli degli altri partiti del centrodestra arrivati per testimoniare la volontà di mettere insieme una squadra che giochi nella stessa metà campo: dalla Meloni per Fdi a Brunetta, Romani, Toti e Santanchè per Forza Italia, poi le altre anime del centrodestra Fitto, Quagliariello e Rotondi (più qualche pezzo di Ncd, come il deputato Alessandro Pagano).

Prove generali di unità dopo le polemiche sul voto amministrativo, in particolare a Roma (la ferita non è ancora cicatrizzata, con la Meloni che rinfaccia agli azzurri di aver appoggiato la sua corsa, «perché quando sei in partita per mandare a casa il governo Renzi e decidi di fare un passo indietro, significa che c’è qualcosa che non funziona»).

La Brexit ha portato un fronte comune nel centrodestra, per quanto con gradazioni differenti. Il leader della Lega prova a riannodare i fili, in vista del referendum di ottobre e della spallata a Renzi. «Siamo qui per offrire idee agli italiani spiega Salvini – A me piacerebbe che l’Italia tornasse a controllare i suoi confini, la sua moneta, le sue banche, perché essere diretti da altri, da tre massoni, burocrati e finanzieri non ci ha portato a nulla di buono».

L’appello al centrodestra «è a guardare avanti e non indietro. Mi rifiuto di offrire gli italiani il dibattito stucchevole sulle primarie, sulla leadership, su Mastella, su Fini, su Casini. Chi ci sta è benvenuto. Chi guarda al passato auguri, non fa parte della squadra. Io non parlo alle vecchie sigle, ma ai milioni di italiani che stanno a casa, che non sono renziani e che hanno bisogno di un’alterna.

Questa unità convince tutti, anche se poi ognuno resta sulle proprie posizioni. La Brexit però offre un punto di partenza comune: «Quando Salvini dice che così l’Europa non va e che bisogna modificare tutti i trattati ci trova perfettamente d’accordo spiega il governatore ligure Toti, Forza Italia – Il centrodestra deve darsi una piattaforma politica comune, con delle regole per stare insieme e non spappolarsi alla prima controversia».

Sull’uscita dell’Italia dall’Ue (su cui la Lega lancerà una raccolta firme), come pure sul no alla moneta unica, le sensibilità restano diverse. «Questa Ue a trazione tedesca non ci piace per niente, lo diciamo da anni, ma per arrivare ad un referendum anche in Italia ci vorrebbe molto tempo mentre i problemi richiedono risposte immediate», commenta l’azzurro Brunetta, convinto che «il centrodestra unito vince e questi sono momenti fondamentali per la costruzione del centrodestra unito».

Anche l’altro capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani, plaude all’iniziativa del leader leghista «futuro alleato di governo» ma specifica che non è affatto una investitura di Salvini come leader ma semmai «l’investitura di una coalizione», e che anche Forza Italia nelle prossime settimane lancerà un evento analogo («Non lo chiamiamo Cantiere, magari Officina…»).

Come si sceglierà il leader della coalizione? Le primarie piacciono ad alcuni, ma non ad altri. «L’ultima parola sarà sempre degli italiani, non dei partiti politici o dei capi dei partiti politici risponde la Meloni – Nessuno è indispensabile» dice, e il riferimento a Berlusconi non è molto velato. Il cantiere è aperto, il lavoro non manca.

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