Roma. Renzi perde dappertutto…

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Come previsto Roma va al ballottaggio. Ci va con in testa Virginia Raggi (M5S) in testa con il 35,6% dei voti

(1800 sezioni scrutinate su 2600). A contenderle la poltrona al Campidoglio sarà Roberto Giachetti, candidato del centrosinistra, che si piazza al secondo posto al 24,6%. Giorgia Meloni (FdI e Lega Nord) è terza con il 20,8%. Alfio Marchini, sostenuto da Forza Italia, si ferma al 10,8% dei votiDalle 7 alle 23 nella Capitale è andato a votare il 56,49% degli aventi diritto, quasi quattro punti in più rispetto alle Comunali del 26 e 27 maggio 2013, quando l’affluenza era stata del 52,8%.I primi dati sono stati accolti con qualche applauso, urla di gioia e tanto entusiasmo al comitato elettorale della Meloni. “Berlusconi ha sbagliato, pesantemente”, protesta Matteo Salvini, “ha aiutato la sinistra a prescindere da chi andrà o non andrà al ballottaggio”.”Siamo arrivati quarti. Non siamo riusciti a spiegare bene il profilo civico. Ma sarebbe ingiusto e ingeneroso dare la colpa ai partiti”, replica Alfio Marchini. Da Forza Italia intanto confermano la linea dettata da Silvio Berlusconi in settimana: “A dispetto degli uccelli del malaugurio il centrodestra – e con il centrodestra anche Forza Italia – c’è e si batte bene andando al ballottaggio a Milano, Napoli, Varese, Ravenna, Grosseto, e Bologna solo per citare alcuni i comuni maggiori. Forza Italia comunque paga ancora l’ingiusta cacciata dal parlamento del suo leader carismatico Berlusconi unaferita aperta che ci crea inevitabilmente un danno anche sul piano deiconsensi. Quanto a Roma il centrodestra si è diviso e ora rischia di nonandare al ballottaggio ma se Meloni sfiderà Raggi saremo tutti con lei e può vincere”.Con l’uscita dei primi risultati la Raggi è scoppiata a piangere. Al suo comitato è “overbooking” di accrediti stampa: 145 tra cronisti e fotografi hanno deciso di seguire lì lo spoglio. Presente nel quartiere generale anche Luigi Di Maio, membro del direttorio 5 stelle. “Il Movimento Cinquestelle sta diventando la prima forza politica del Paese, e Renzi non può non tenerne conto”, esulta Alessandro Di Battista al TgLa7, “vorrei che tutti ammettessero che il M5S è cresciuto tanto. Basta dire che è un voto di protesta. Questo è un Movimento che cresce faticosamente”.