Mese: Giugno 2016

Scoperti i sentimenti degli animali.

Un libro bellissimo che vi consiglio di leggere. “Non è possibile che su 8,7 milioni di specie animali che popolano la Terra, soltanto all’uomo sia concesso di emozionarsi”, scrive Diego Santini, veterinario nonché autore di “Emozioni bestiali”, edito da Proedi Editore. Santini gli animali li ha curati, ascoltati e soprattutto amati. Il libro vi darà prove scientifiche, storie realmente accadute e i risultati di anni di ricerche sulla felicità degli animali, l’autore del libro ci spiega che l’uomo non è l’unico essere vivente a provare emozioni. Teoria apprezzata dallo psichiatra e psicoterapeuta Fausto Manara a cui è affidata l’introduzione. Manara spiega l’esistenza di una parte animale nelle emozioni e nei comportamenti dell’uomo, allo stesso tempo ci dimostra che negli animali c’è molto di umano. Infatti si è scoperto che i delfini mostrano il loro amore alle loro partner e che anche gli animali piangono i loro morti. Apprendere perché un cane trema per un temporale mentre un cavallo lo ignora e ci convince che sarebbe impossibile per gli animali vivere senza provare emozioni.La lezione di vita che arriva dagli animali”Essere amici degli animali è facile”, dice Santini. “È sufficiente rispettarli e accettare la loro vera natura. Proprio questo deve essere il nostro traguardo, perché condividere l’alterità – spiega – significa ammettere che ogni essere vivente è diverso e distinto da noi e che, nonostante ciò, non vi sono ostacoli alla comunicazione, alla comprensione e a una convivenza serena”. Libro scritto con uno stile molto scorrevole e interessante. Da leggere tutto d’un fiato trascinati da molte scoperte scientifiche e da fatti successi veramente. Grazie all’autore del libro per averci regalato questo splendido viaggio nei sentimenti degli animali.


Macchina del fango iniziata…

  • Nel primo consiglio comunale del 7 luglio in Campidoglio, Virginia Raggi avrà le polemiche per la nomina del fedelissimo Daniele Frongia come capo di gabinetto. Secondo ilPartito della Nazione non potrà firmare atti di spesa o di nomina perché la legge Severino glielo impedisce in quanto eletto un anno fa. Il M5S ha chiesto consulenze (tra cui in via informale anche dell’Anac) che garantiscono i pieni poteri di Frongia.

Il PD sostiene che i poteri di firma saranno in mano al vice Raffaele Marra, entrato in Campidoglio con l’ex sindaco An Gianni Alemanno e un curriculum di incarichi in Regione con Renata Polverini e prima ancora al ministero dell’Ambiente (sempre con Alemanno): “Cose da, anzi no, neanche da Prima Repubblica”, ha attaccato il senatore dem Stefano Esposito, “E questa sarebbe la banda degli onesti in Campidoglio: un ex fedelissimo di Alemanno e Polverini, ex assessori di Marino, i soliti fedelissimi del cerchio magico di Di Maio”. In realtà Marra è dirigente in Campidoglio dall’epoca di Alemanno e per il momento ricopre l’incarico a interim finché non sarà valutata la sua posizione. “Lascia stupefatti”, ha detto la vicepresidente del gruppo Pd Alessia Morani, “vedere la nomina con lauto stipendio, di un consigliere comunale a capo di gabinetto. Come lascia interdetti l’escamotage di ricorrere a un ex fedelissimo di Alemanno per firmare quegli atti che Frongia non potrebbe sottoscrivere. Dunque Frongia, alla faccia della legalità, aggira la legge Severino. Se si aggiunge che la giunta si completa con assessori che hanno dato prova di certa omofobia e xenofobia o con figure scelte direttamente da Di Maio, certamente non siamo di fronte al tanto sbandierato nuovismo”.
Roberta Lombardi, Deputato M5S membro del mini direttorio incaricato di dare una mano sulla gestione del Campidoglio, che non ha nascosto le sue perplessità su Marra: “Ho conosciuto il dottor Marra ieri”, ha commentato a “Un Giorno da Pecora”, “ho letto anche io di questi suoi incarichi precedenti. Ora capiremo se è stata una nomina ponderata, ci sarà un approfondimento. Abbiamo anche l’umiltà di dire che, se facciamo dei piccoli errori, li rimediamo subito”.
Anche lo stesso Frongia ha respinto le accuse: “Il capo di gabinetto”, ha detto, “è il responsabile dell’indirizzo politico-amministrativo del Comune e riveste un incarico di natura preminentemente fiduciaria del sindaco. Pertanto è evidente che non vi sia alcun ‘dimezzamento’ dei poteri: semplicemente, viene rispettata la legge”. E sulla questione della legge Severino: “Faccio presente che essa stessa nel conferire la delega al governo per il riordino dei casi di inconferibilità e incompatibilità, esclude espressamente i vertici degli uffici di diretta collaborazione, come peraltro correttamente ricordato nei pareri sulla conferibilità della carica agli ex consiglieri”.
Il Pd oggi se l’è presa anche con l’aspirante assessore all’Urbanistica Paolo Berdini che ha dichiarato che i documenti per lo Stadio della Roma sono già stati trasmessi alla Regione. Solo qualche giorno fa aveva definito il progetto “uno scempio”. Ora l’ex candidato sindaco Roberto Giachetti chiede le scuse della Raggi. Dalla Regione però fanno sapere che non sono ancora arrivati i documenti.
Al di là delle polemiche, il vero problema della Raggi ora riguarda gli assessori: la giunta a pochi giorni dal via non è ancora completa e mancano alcune delle pedine fondamentali. Tra queste quella del Bilancio che potrebbe vedere il ritorno di Daniela Morgante, ex assessore con Ignazio Marino poi dimissionaria. Intanto giovedì 30 giugno è prevista la prima riunione informale dei capigruppo: un incontro tra la maggioranza a cinque stelle e le opposizioni per organizzare lavori e geografia dell’Aula. Sul fronte dell’opposizione non c’è ancora la quadra per il capogruppo del Pd in Comune – ambirebbero al ruolo sia Michela Di Biase, sia Valeria Baglio. “Ripartiamo da una opposizione costruttiva – esorta Roberto Giachetti dopo giorni di silenzio – serve aprire una nuova stagione per il centrosinistra a Roma”. Intanto in attesa del rinnovo, la sindaca di Roma Raggi ha confermato le deleghe, conferite in precedenza dall’ex sindaco Marino e dall’ex commissario straordinario Tronca, a dirigenti e dipendenti capitolini per assicurare la continuità amministrativa.I fatti stabiliscono che è iniziata la macchina del fango. Il Partito Della Nazione cerca in tutti i modi di bloccare l’attività Amministrativa del M5S consapevole che se anche a Roma come a Torino verrà dimostrato con i fatti che si amministra bene e onestamente per il PD sarà GAME OVER. Verrà sepolto dal governo Berlusconi, Verdini, Alfano, Renzi…

Renzi incassa ennesimo Schiaffo in Europa.


  • In molti si erano illusi che dopo la Brexit l’Italia avrebbe avuto un ruolo più incisivo. Niente di più sbagliato infatti il nostro governo viene per l’ennesima volta trattato male dalla Merkel: “Non si possono cambiare le regole ogni due anni”. Così la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha risposto a una maggiore flessibilità ad alcuni Paesi e cambiare le regole sul settore bancario in Italia come conseguenza della Brexit. “L’aspetto stabilità è prioritario, assieme a quello della flessibilità – ha premesso Merkel – abbiamo svolto un lavoro biennale per intervenire in modo pratico”. “Abbiamo lavorato per darci regole comuni sulla ricapitalizzazione delle banche, non possiamo cambiare le regole ogni due anni. Le basi attuali offrono lo spazio per rispondere alle necessità dei diversi stati membri”, ha aggiunto.La Cancelliera non è pronta a fare concessioni sul fronte bancario all’Italia e soprattutto su una revisione del bail-in. Renzi abbassa la testa alla Cancelliera e accetta il diktat di Berlino: “Nessuno vuole cambiare le regole. Una questione del genere non è all’ordine del giorno. Anche con le regole attuali siamo in grado di proteggere i risparmiatori. Ma l’ue non può far finta di nulla”, ha affermato riferendosi anche al dopo-Brexit. E ancora: L’Italia ha perso l’occasione per intervenire in modo strutturale sulla questione bancaria come ha fatto la Germania che ha salvato le banche mettendo 247 miliardi. In Europa – ha ricordato il premier – l’ultimo Paese che non le ha rispettate è stata la Germania nel 2003, e allora il governo Berlusconi glielo ha consentito per fare un favore a Germania e Francia”. Insomma a quanto pare la fuoriuscita di londra dall’Unione per il momento non ha cambiato i rapporti di potere. Di fatto Berlino continua a dettare le sue regole e il governo renziano ad accettarle passivamente…

Un tempo tutti lo avversavano, oggi tutti sul carro del vincitore. Tipico costume Italico, niente di nuovo.


Un vincente lo è sempre stato.Da calciatore prima e da allenatore poi. Sicuramente lo sarà ancora, ovunque andrà sarà un vincente. È un condottiero vincente che ha costruito l’Italia da sogno. Grandissimo allenatore dellaJuventus con una profonda rabbia agonistica che capitalizza vincendo. Un tempo oggetto di repliche, imitazioni e spettacoli tv.Bistrattata riferito alla nazionale azzurra, termine usato strategicamente per indicare le enormi difficoltà del proprio lavoro in un clima di pessimismo cosmico. Che per ora i risultati stanno mitigando.Difesa Juventina l’arma più efficace del gruppo. Una delle certezze di base di quest’Italia. Il lavoro di Conte porta i giocatori a credere in un obiettivo sempre, anche in situazioni di difficoltà persistenti e dalle quali si cerca di uscire a testa alta.Guerrieri Una parola che si addice al gruppo contiano, ma anche agli avversari come ha specificato Conte prima di Italia-Irlanda. Non a caso Buffon ha parlato di un’avventura europea da affrontare sin dall’inizio con «l’elmetto in testa».Hotel una delle scaramanzie già ai tempi della Juventus: non cambiare quartier generale se in precedenza in quella sede si era vinto una partita. In Inghilterra è il futuro di Conte che sta studiando l’inglese da mesi e che ha voglia di tornare a respirare l’erba e il lavoro quotidiano. Arriverà a Londra con un’esperienza internazionale rafforzata dalle belle prestazioni degli Azzurri. Lavoro e sacrificio il segreto di Conte. chiave per il ct. Testa bassa e lavorare senza mai pensare come ha fatto lui da calciatore. Conte è un bravo sarto che costruisce un abito che calzi a pennello con il materiale che ha a disposizione. Finora è stato degno di un atelier di prim’ordine.È stato papà Cosimino a quanto ha raccontato Conte, colui che l’ha spinto verso la panchina azzurra quella che regala più emozione, ct dixit, di ogni altra esperienza tecnica.QualitàNe manca molta a livello tecnico a questa nazionale, ma il gruppo sopperisce con il carattere e la tenacia. Che a sua volta è una qualità pure questa.Ristorante «Non si può mangiare con 10 euro in un ristorante da 100», la frase riferita agli insuccessi europei della Juve, primo passo verso il divorzio dai bianconeri.ScommesseLa macchia che resterà impressa nella sua anima, dalla squalifica sportiva all’assoluzione nel processo penale. «Ma non c’è un lieto fine, non dimenticherò questa ferita».UmiltàCome il lavoro, è alla base di tutto. Non bisogna mai perdere la strada maestra, in momenti di esaltazione o di abbattimento.VittoriaCome il nome della figlia, la parola che più piace a Conte. Il suo motto è: «Per vincere servono tre cose: testa, cuore e gambe e non in quest’ordine preciso».ZebraIl suo passato glorioso, prima da giocatore – con 14 trofei vinti, compresi 5 scudetti – poi da tecnico dei tre tricolori di fila e del record di 102 punti in una stagione.


Renzi lascia.

​Massimo D’Alema ospite su Rai3 a Ballarò nel salotto di Massimo Giannini attacca duramente il Presidente Del Consiglio Matteo Renzi
criticando la gestione del Partito Della Nazione: “Renzi non può sommare la carica di premier e di segretario del partito. Renzi non fa il segretario, il partito è abbandonato a se stesso”, afferma. Poi aggiunge: “Le riforme di Renzi vanno in senso opposto a quanto noi avevamo promesso a elettori”. Il presidente di Italianieuropei parla prima dell’Italicum che, con il premio di maggioranza, “fa del Parlamento un organo non rappresentativo del Paese. C’è un elemento distorsivo eccessivo”.E poi con “i capolista nominati dai partiti” produce un Parlamento “per metà nominato anziché eletto”. Quindi, la riforma costituzionale che, “lo dice il fior fiore del costituzionalismo italiano, produce un bicameralismo incoerente, sbagliato e confuso”. Le mie, sottolinea D’ Alema, “sono critiche di merito”. Poi sulla sua permanenza nel Pd afferma: “Noi restiamo nel partito per spirito di sacrificio. Per il rispetto verso quei militanti che con abnegazione continuano a lavorare dentro i circoli del Pd. E ci restiamo perchè speriamo di poterlo cambiare”. A questo punto attacca i renziani ricordando ricordato quando l’ultima volta è intervenuto in Direzione: “C’è un sala di supporter, se non stai attento ti possono anche aggredire…”. Infine l’ultima stoccata: “Sono estremamente infastidito da questa storia dell’astio. Non avevo alcun atteggiamento ostile in maniera preconcetta nei confronti di Renzi. Non sono io che ho basato un progetto politico sulla rottamazione che poi in definitiva ha riguardato solo me perchè tutti gli altri si sono in qualche modo sistemati…”

Secondo il Financial Times dopo Brexit anche l’Italia andrà via.

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ITALEXIT

Passo dopo passo sarà Itexit. Questa è la tesi di Wolfgang Munchau, il columnist del Financial Times da sempre molto critico con il governo di Matteo Renzi. Sul quotidiano della city un suo editoriale esamina gli effetti internazionali della Brexit. “L’Italia potrebbe essere la prossima tessera del domino a cadere”, titola eloquente il Financial Times.Munchau scrive che il governo Renzi …

Uscirà anche la Germania?

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Hans Olaf Henkel Europarlamentare Tedesco ed ex presidente di Confindustria in Germania si è espresso a proposito della Brexit e delle sue conseguenze.

Secocndo lui anche la Germania dovrebbe lasciare la Ue. Lo aveva già detto qualche giorno prima

Alessandro Gassman veleno contro Salvini.

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Il Leader della Lega Matteo Salvini riceve un duro attacco dall’attore Alessandro Gassman. Ancora il leader politico