Mese: Novembre 2018

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FRANCESCA CIPRIANI CONTRO ELA WEBER…








 

 

 

Francesca Cipriani risponde alle accuse di Ela Weber: “Non lʼho mai incontrata e si permette di insultarmi”

 

 

Dalle poltrone di “Pomeriggio Cinque” la showgirl ribatte alle osservazioni della “Sellerona” sulla sua stupidità

 

 

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ECCO CELINE MAMBOUR EX MOGLIE DI WALTER NUDO








 

 

 

 

ECCO CELINE MAMBOUR EX MOGLIE DI WALTER NUDO

 

 

 

In questi giorni si è parlato molto di Celine Mambour ex moglie di Walter Nudo alla quale l’attore sembra ancora essere legato.

 

L’incontro con Celine e Walter Nudo è avvenuto nel 2009 all’autodromo di Mugello, pochi mesi dopo la coppia è convolata a nozze con rito civile e si è sposata anche a Las Vegas.

 

La donna è una stilista molto famosa, è nata in Francia, ma da anni vive a Firenze, dove lavora per una casa di moda. La relazione è durata per dieci anni, sino alla decisione di separarsi, dovuta ad alcune incomprensioni che ancora oggi fanno soffrire Walter Nudo.

 

I due sono separati 10 mesi fa, ma Walter Nudo sembra provare ancora dei sentimenti molto forti nei confronti dell’ex moglie.

 

 

 

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MARTE CON INSIGHT








La sonda e’ arrivata sul pianeta rosso accolta con un’ovazione al Nasa Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. Ora comincerà a guardarsi attorno per sistemare gli strumenti scientifici.

Dopo sette lunghi minuti di attesa, e’ iniziata la caduta spericolata di Insight su Marte, testimoniata con una foto. Poi INSIGHT ha telefonato… arrivato, un unico segnale che significa “sto bene”, “sono arrivato sano e salvo su Marte”.

 L’apertura dei pannelli solari dà il via alle operazioni sul pianeta rosso. Permetterà infatti al veicolo di avere l’energia sufficiente per cominciare una lunga attività di esplorazione del sottosuolo, con una sonda che ne misurerà la temperatura fino alla profondità di cinque metri e potrà rivelare in questo modo se all’interno di Marte esista una forma di calore: questo potrebbe significare che l’acqua scoperta nel luglio scorso sotto i ghiacci del Polo Sud marziano potrebbe essere più calda di quanto si pensi.

L’ammartaggio perfetto
Nella sala del Jet Propulsion laboratory, le decine di ingegneri e tecnici che attendevano come genitori apprensivi che il figlio chiamasse, quando la sonda ha toccato il suolo marziano la gioia ha squarciato il silenzio teso della sala controllo.

Tutto il mondo ha seguito le fasi delicate della discesa, anche lo schermo Nasdaq a Times Square, New York, ha trasmesso la diretta dell’Agenzia spaziale americana. Sì perché se è vero che finora solo gli americani sono riusciti con successo a far atterrare e lavorare un robot su Marte, quei delicatissimi “sette minuti di terrore” della discesa non sono uno scherzo nemmeno per loro.

•I “sette minuti di terrore”
Quella del lander Nasa che studierà il cuore del Pianeta Rosso è la prima missione americana ad arrivare lassù dopo sei anni. Dopo un viaggio di sei mesi e mezzo e 480 milioni di chilometri (guidato dalla ‘bussolà italiana, lo space tracker costruito da Leonardo a Campi Bisenzio), Insight è entrato in atmosfera alle 20.47 ora italiana, a quasi 20.000 chilometri all’ora, con un angolo di 12 gradi. Più ripido e si sarebbe bruciato e schiantato al suolo, più piccolo e sarebbe rimbalzato finendo per vagare nello spazio interplanetario.

L’atmosfera di Marte è molto rarefatta ma, nonostante questo, dopo due minuti di caduta il suo scudo termico ha raggiunto 1.500 gradi di temperatura. Alle 20.51 il paracadute si è aperto per frenare la discesa, 15 secondi dopo è avvenuto il rilascio dello scudo termico e successivamente sono state estratte le “zampe” per l’ammartaggio. Poi, a circa un chilometro e mezzo dalla superficie, il paracadute si è sganciato e i retrorazzi hanno frenato la discesa fino a otto chilometri all’ora. Ha toccato il suolo nella piatta Elysium Planitia, vicino all’Equatore, 600 chilometri di distanza da Curiosity. Ma a Terra la conferma del lieto finale è arrivata solo alle 21.01. Perché alla velocità della luce, qualsiasi segnale inviato o ricevuto da Insight impiega otto minuti per coprire i 146 milioni di chilometri che separano Marte dalla Terra.

Anche i suoi due compagni di viaggio, i due mini-satelliti sperimentali grandi come valigette (i cubesat Mars cube one, o Marco) che lo hanno seguito fino a Marte, hanno fatto il loro dovere. In orbita per raccogliere i suoi segnali e spedirli verso la Terra, hanno trasmesso la conferma dell’avvenuto “ammartaggio”.

Ma a fare da spettatori attivi c’erano i satelliti in orbita in ascolto per catturare il segnale e rilanciarlo verso di noi. Compreso 2001 Mars Odyssey, il più ‘vecchio’ ma ancora attivo, che avrà il compito, nelle prossime ore, anche di scattare immagini della discesa per avere una conferma visiva che tutto è filato liscio, e mostrarci l’avvenuto dispiegamento dei pannelli solari di Insight. Le sue immagini dovrebbero arrivare attorno alle 2.30 del mattino, ora italiana, del 27 novembre. A Terra, invece, tutta la rete di antenne del deep space network era in attesa con l’orecchio rivolto a Marte per catturare la voce di Insight, compresa la base italiana del Sardinia radio telescope.

Tra i vari primati di Insight, il primo è stato registrato al momento stesso della partenza. Si tratta infatti della prima missione destinata a un altro pianeta a decollare dalla costa ovest degli Stati Uniti, non da Cape Canaveral, dunque, ma dalla Vandenberg air force base, in California, il 5 maggio 2018.

Studiare il “cuore” di Marte
La missione Insight (Seismic investigations, geodesy and heat transport) sarà la prima a studiare l’interno di un pianeta usando strumenti al suolo, dalla superficie indagare il suo interno. Un modo per saperne di più anche sulla formazione dei pianeti rocciosi del Sistema solare, compreso il nostro. Un sismografo ascolterà i terremoti, le vibrazioni causate dagli impatti di asteroidi e dalle attività sulla superficie come le tempeste e altri fenomeni amosferici; una sonda che penetrerà fino a cinque metri sotto la superficie (finora solo Curiosity aveva bucato la roccia per appena qualche centimetro) per misurare la temperatura interna; e uno strumento radio per ‘pesarè le fluttuazioni e avere così indizi sulla natura del suo nucleo.

Secondo la tabella di marcia della Nasa, sarà pienamente operativo e pronto a lavorare a partire da dieci settimane dopo l’ammartaggio. In questo periodo infatti, il team del Jpl dovrà usare le camere per visualizzare ciò che la circonda e studiare con cura dove appoggiare i delicati strumenti per “auscultare” i battiti e la temperatura in profondità. Il primo a entrare in funzione, una settimana dopo l’arrivo, sarà però Reis, l’antenna a bordo del lander che sfrutterà un segnale radio trasmesso a Terra e rispedito indietro. Lo farà per due anni, ogni giorno per un’ora, e permetterà di misurare le oscillazioni del pianeta e avere informazioni importanti sul suo nucleo metallico.

Il sismometro verrà piazzato tre o quattro settimane dopo, entro le due settimane successive avrà anche lo scudo protettivo termico e per il vento. La sonda che scaverà fino a cinque metri per calare il termometro una settimana dopo ed entro sei settimane dovrebbe aver completato il foro per iniziare a raccogliere dati e svelare così, dopo mezzo secolo passato a indagare la sua superficie, i segreti che si nascondono nel sottosuolo.

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