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IN ITALIA NON MI SENTO AMATO COSI TOTO CUTUGNO








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Ospite del programma di Rai3 “La mia passione”, il cantautore si è raccontato a Marco Marra, non negando un certo risentimento per il modo in cui è da sempre stato accolto dalla critica italiana: “mi hanno sempre accusato di fare canzoni popolari e ruffiane”. Toto Cutugno: “Non mi sento amato in Italia, mai considerato un vero cantautore”. Sarà Toto Cutugno il protagonista della quarta puntata de La mia passione, il programma ideato e condotto da Marco Marra, in onda venerdì 4 gennaio 2019, alle ore 23.55, su Rai3. Una monografia che, partendo dagli esordi negli anni Settanta con il gruppo degli Albatros, ripercorre la carriera di uno degli artisti più amati e anche controversi del panorama della musica italiana. Il rapporto con l’Italia di Toto Cutugno è sempre stato complicato. Paradossalmente, l’autore celebre soprattutto per una canzone che celebre il popolo italiano, e che con la sua musica si è attestato come uno degli artisti italiani che ha venduto di più nel mondo, ha sempre riconosciuto qualche difficoltà ad essere accolto ed apprezzato adeguatamente dal pubblico e soprattutto dalla critica italiana. Una cosa che, pur se con una certa riluttanza, ha ribadito anche nell’intervista rilasciata a Marco Marra nel programma “La Mia Passione”, andato in onda su Rai3. Quando era ancora agli esordi era molto apprezzato in Francia, e alcuni suoi brani, scritti in francese, sono stati portati al successo da artisti come Dalida e Johnny Hallyday. Una vittoria al Festival di Sanremo nel 1983 con il brano Solo noi ma tante partecipazioni alla manifestazione, come interprete e anche come autore. Ma è l’Italiano, vero e proprio tormentone degli anni ’80, a renderlo celebre anche all’estero dove il brano è diventato quasi un inno. Non sono mai stato considerato un cantautore vero. Non mi sento amato in Italia, se vuoi la verità. Perché mi hanno sempre accusato di fare canzoni popolari e ruffiane. Una volta a Sanremo un giornalista mi chiese ‘senta, lei ha fatto Figli, Le Mamme, quand’è che fa una canzone sulle nonne?’. Lo mandai a quel paese, mi vieni a prendere in giro quando Le Mamme l’ho scritta per mia madre che non c’era più e Figli l’ho scritta per Nico, mio figlio appena nato. Cioè, ma voglio dire, andate a vedere il succo di quello che uno scrive. Il Toto Cutugno nazionale si lascia condurre volentieri nel suo mondo da Marra, svelando episodi e ricordi dell’infanzia, della giovinezza e della maturità, raccontando i momenti più emozionanti e significativi della sua carriera, spesso inediti. Toto Cutugno appartiene anche alla storia della manifestazione canora più nota d’Italia, il Festival di Sanremo, manifestazione alla quale ha partecipato, da solo, in coppia o in gruppo, per 15 volte, vincendo una volta, arrivando sei volte al secondo posto e due al terzo. Il suo successo internazionale lo ha visto spopolare in Canada, in Russia e in tutti quei paesi nei quali ha trovato grandi comunità di italiani all’estero che hanno contribuito al suo successo. La stessa “L’Italiano” è nata proprio in occasione di un suo concerto in Canada. Lui stesso ha raccontato di aver dato vita alla celebre canzone proprio durante un suo concerto, accennando quel motivo che sarebbe poi diventato un pezzo memorabile della storia della musica italiana. Completano il ritratto del protagonista immagini di repertorio selezionati dalle Teche Rai, foto e video amatoriali che testimoniano anche gli ultimi successi dell’artista nei paesi dell’est. La regia del programma La mia passione è di Giuditta Di Chiara, gli autori sono Marco Marra, Giovanni La Manna, Assunta Magistro, Luca Martera e Gida Salvino. Produttore esecutivo Adriana Sodano.

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