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DETTO PROVERBIO FRASE CITAZIONE AFORISMA DEL GIORNO






 

 

 

 

 

 

 

 

 

***GIOVEDI-06-DICEMBRE-2018***

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MARIA SCHNEIDER ROVINATA DA ULTIMO TANGO A PARIGI

 

 

 

Maria Schneider non si riprese mai dalla scena di sesso col burro nel film di Ultimo Tango a Parigi, fu un incubo…

 

Maria fu turbata per sempre! I celebri 8 secondi in cui Brando pratica la sodomia col burro alla giovanissima attrice divennero immediatamente la pietra dello scandalo.

 

Appena uscì, alla fine del 1972, quella scena con Marlon Brando e Maria Schneider fece il giro del mondo, gettando scalpore ovunque. Troppo in Italia, visto che venne immediatamente censurata. Sì, i celebri otto secondi di «Ultimo tango a Parigi» in cui Marlon Brando pratica una sodomia alla giovanissima (e, come si vedrà, inconsapevole) Schneider, aiutandosi col burro, divennero al contempo e una scena madre del cinema contemporaneo e la pietra dello scandalo.

 

 

Fu accolto come « il più potente film erotico mai fatto e può rivelarsi il film più liberatorio mai realizzato», così scrissero sul Newyorker , in Italia venne accolto come un mostro eretico, da bruciare. Letteralmente, visto che nel 1976 venne disposta la distruzione del film dalla Corte di Cassazione , dopo una lunga vicenda processuale . Seguita al taglio immediato degli otto secondi incriminati che, nella copia italiana (quella che si salvò dalle fiamme), non si videro mai più. Anche se alla fine degli anni’80 venne finalmente trasmesso in tv.

 

Ma chi non si salvò mai dall’ incubo di Ultimo Tango fu proprio Maria Schneider. Come si venne a sapere poi, la scena del burro non era prevista nella sceneggiatura originale di Bertolucci: fu infatti un’iniziativa di Brando, subito accolta dal regista e accettata a malincuore dalla ragazza che avrebbe voluto rifiutarsi. In seguito avrebbe confessato di sentirsi umiliata e che il film l’aveva segnata per tutta la vita, tra dipendenze varie e un tentativo di suicidio. E Bertolucci si sarebbe poi scusato, dicendo di sentirsi «colpevole».

**MERCOLEDI-05-DICEMBRE-2018***

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ECCO LA NUOVA DONNA IN F1

 

 

 

Si chiama Tatiana Calderon, ha 25 anni, corre in FP3 ed è collaudatore della Sauber.

 

 

 

Tatiana Calderon dice: “Pista! Sarò io la prossima donna della Formula 1… Già essere qui dimostra che quando vuoi qualcosa e lavori duro per arrivarci puoi fare qualsiasi cosa…”

vive a Madrid, è figlia di un concessionario

di Bogotà e si chiama Tatiana Calderon. Chi è Tatiana? Un’idea di massima l’ha data una settimana fa a Fiorano, quando a bordo della C32 Ferrari V8, la Sauber del 2013, ha fatto 204 giri in due giorni, 590 km. Un mese fa in un test a Città del Messico sulla C37, la Sauber 2018, ha girato anche “più veloce di Alonso”, come ha fatto notare il team manager della scuderia Beat Zehnder (chiudendo un occhio sul fatto che il GP del Messico dello spagnolo era durato solo tre giri, ma fa niente).

 

 

Ormai il nuovo circuito solo femminile è pronto e sarà al via nel 2019 non le interessa perché vuole sfidare i migliori, a prescindere dal genere. A essere da sola in un mondo di uomini ci è abituata: Tatiana è l’unica donna in GP3, dove corre col team Jenzer Motorsport, e prima era stata in Formula 3. Ed è la test driver ufficiale dell’Alfa Romeo Sauber, la casa svizzera motorizzata Ferrari che per l’anno prossimo ha affidato le proprie monoposto a Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi. Con Tatiana in panchina. Una donna al volante: altre collaudatrici ce ne sono state, fino a Susie Wolff, moglie di Toto attuale direttore esecutivo della Mercedes Amg F1, ma in gara sarebbe una novità nell’era moderna del “circus”.

 

 

Percorrendo la storia della Formula 1, sono cinque le donne che hanno partecipato alle qualifiche (l’ultima Giovanna Amati, nel 1992 tre gran premi nella Brabham senza qualificarsi), e due di loro sono arrivate a correre in gara: Maria Teresa De Filippis, tre gran premi nel 1958, e Maria Grazia “Lella” Lombardi, partita in 12 gran premi tra il 1974 e il 1976, andando anche una volta a punti. Sempre accompagnata alle corse dall’inseparabile sorella, i risultati di Tatiana in GP3 (sette volte tra i primi dieci quest’anno) sono un modo, ma non l’unico, per misurare la sua distanza dal sogno di competere con i migliori. Mai sottovalutare la passione di una ragazza che insegue un obiettivo da quando aveva nove anni. “Anche se c’è una squadra intera a controllare tutto quello che stai facendo, è tutto nelle tue mani: questa adrenalina è quello che amo di più”.

 

 

Tatiana, com’è per una donna lavorare nel mondo dei motori?

“È un ambiente dominato dagli uomini, dagli ingegneri ai meccanici, e per loro non è facile credere nelle donne. Ma qualcosa sta cambiando, stiamo ricevendo il rispetto che meritiamo. Devi superare la percezione che non puoi competere: ci si aspetta sempre qualcosa in meno da una donna. E nel mio lavoro devi riuscire a farti ascoltare. Hai qualcosa in più da dimostrare. Ma a questo livello non interessa il genere, interessa se sei capace. Voglio affermarmi anche per ispirare le generazioni future”.

Qual è il suo lavoro alla Sauber?

“Sono official test driver, lavoro al simulatore e devo provare nuovi elementi che si vogliono implementare sulla macchina attuale o su quella futura. Mi unisco al team in molti gran premi per confrontarmi con gli ingegneri e vivere in pista alcune situazioni, combinandole con l’esperienza che faccio al volante in GP3”.

Su Instagram condivide gli allenamenti in palestra. Che lavoro c’è dietro un pilota di F.1?

“La gente non realizza quanto lavoro fisico serve per correre su queste macchine. Doppio per me, perché Formula 1 e GP3 hanno preparazioni diverse. Nelle categorie minori non c’è il servosterzo e bisogna rinforzare la parte alta del corpo. In F.1 invece la maggiore forza gravitazionale mette a dura prova il collo: ho dovuto ingrossarlo di 9 cm. Mi preparo in altitudine sui Pirenei per replicare la carenza di ossigeno delle corse. Ma è importante anche allenare la mente: facendo più cose allo stesso tempo per accendere le connessioni neurali. Dobbiamo essere “multitasking”, così poi in corsa è come se andasse tutto più lento”.

 

 

C’è un gap oggettivo di performance tra uomini e donne?

“Abbiamo il 30 per cento di muscoli in meno, per compensare dobbiamo fare ore extra di allenamento sulla forza. Ma più della forza nei motori conta la resistenza, le gare hanno una lunga durata. E se parliamo di resistenza la differenza tra uomini e donne è minore. Alla fine possiamo fare lo stesso lavoro, in maniera diversa”.

C’è anche una differenza emotiva: per le donne può essere un problema la gestione della pressione ma un vantaggio nella sensibilità di guida?

“Proprio così: i ragazzi pensano meno e vanno dritti per la loro strada, noi forse pensiamo un po’ troppo. Se c’è da capire la giusta traiettoria di una curva, loro la rischiano subito, mentre noi lo facciamo magari al secondo giro dopo aver analizzato l’angolo migliore. Non è che non riusciamo anche noi a rischiare quando in un giro di qualifica dobbiamo buttare sul tavolo tutto quello che abbiamo. Ma conta la gara, e lì il nostro approccio più continuo è premiato, perché abbiamo sempre un piano”.

 

 

Come ci si guadagna il rispetto dei colleghi?

“Devi dimostrare il tuo valore in pista. Prima di tutto devi essere molto veloce, poi far capire che non ti spaventi. Nessuno vuol essere battuto dall’unica donna in gara. Si aspettano sempre che tu sia la prima a frenare solo perché sei una ragazza: devi essere pronta a difendere la posizione fino alla fine, senza paura, per guadagnare il loro rispetto”.

A casa sono preoccupati di un lavoro così pericoloso?

“Mia madre pensa che sia troppo pericoloso. Mio padre al contrario dice che dovrei andare più veloce! Anche mia sorella: faceva la pilota anche lei, ora è la mia manager, mi spinge molto”.

 

 

I motori sono una passione di famiglia?

“Nessuno ha mai corso, ma mio padre era un grande tifoso. Da bambina guardavo sempre le gare in tv, non importava dove si corresse e a che ora: il mio idolo era Montoya, un eroe in Colombia”.

Come ha cominciato?

“A 9 anni mia sorella mi ha portato a una pista di kart vicino casa: ha comprato il biglietto per cinque minuti di corsa, ho iniziato ad andarci ogni giorno dopo scuola e non ho più smesso di correre”.

 

 

Le piacciono i videogiochi? Lavorare al simulatore è diverso ma non così tanto.

“Non sono una grande fan, forse perché non sono tanto capace. Diciamo che il simulatore è un ottimo videogioco, e seduti nella giusta posizione è tutta un’altra cosa”.

Passioni. Le piace cucinare?

“Non sono un’esperta. Mi piace il cibo. Il mio preferito è quello italiano. Il piatto? Tanti. Dico la parmigiana di melanzane. Ma adoro la pasta pomodoro e basilico”.

Altri sport?

“Li seguo tutti. Adoro il tennis, e Roger Federer. E il calcio. Squadra preferita? Vivo a Madrid, quando ho tempo vado a vedere il Real, ma ora con Cristiano alla Juventus sono in dubbio…”.

Musica?

“Mi ispira, o mi dà pace quando ho bisogno di non pensare a niente. Gruppo preferito: i Coldplay”.

 

Moda?

“Sì, la Formula 1 è un ambiente molto glamour e io sono donna. Ho gusti molto classici ma mi piace essere a mio agio e farmi vedere per come sono davvero. Sportiva. Diciamo che a volte ai gran premi sono un po’ aggressiva. Trucco? In pista per proteggere la pelle: prendiamo molto vento. Di più lontano dalle gare”.

 

 

Cosa manca alla Ferrari per tornare campione del mondo?

“Sono una grande tifosa della Rossa. È difficile: macchina e piloti sono ottimi. In alcuni gran premi è stata un po’ sfortunata: in Formula 1 devi avere tutto dalla tua parte per poter vincere”.

Forse quello che manca è una pilota donna?

“Magari! Sarebbe bellissimo”.

***MARTEDI-04-DICEMBRE-2018***

VIALLI È AMMALATO DI TUMORE

 

 

 

Sulle pagine del Corriere della Sera Gianluca Vialli racconta la sua lotta contro il cancro: ” Ho scritto un libro per aiutare gli altri…”

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Nel mondo dei calcio esplode inattesa la bomba lanciata da Gianluca Vialli. L’ex attaccante diSampdoria e Juventus ed ex allenatore del Chelsea pubblicherà martedì il suo libro “Goals: 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili” e ora, in una lunga intervista con Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, racconta della sua lotta contro il cancro: “Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma non è stato possibile. E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa”.

 

Il mio libro è nato con l’intento di aiutare tutte le altre persone ha spiegato Vialli – Così ho raccolto alcune frasi motivazionali, alcuni mantra, intervallandoli con storie di grandi sportivi, che aiutano a capire. Perché le citazioni non funzionano, se non sei tu che funzioni”. L’ex centravanti azzurro torna sulla propria esperienza: “Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua.Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro”.

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Ho iniziato a scrivere il libro nei lunghi mesi di cura: “Ora sto bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale – scherza Vialli – Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita. E spero che il mio sia un libro da tenere sul comodino, di cui leggere una o due storie prima di addormentarsi o al mattino appena svegli. Un’altra frase chiave, di quelle che durante la cura mi appuntavo sui post-it gialli appesi al muro, è questa: “Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri”. L’importante non è vincere; è pensare in modo vincente. La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede, e per il 90 per cento di come lo affrontiamo. Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade. Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: ‘È anche per merito tuo se non ho mollato'”.

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Nell’intervista del Corriere viene molto ripercorsa la lunga carriera calcistica, a cui Vialli confida che il più grande giocatore contro cui abbia giocato è “Il Maradona di Messico ‘86” e racconta dellaChampions del 1996, l’ultima vinta dalla Juventus: “Finale all’Olimpico di Roma. Segna subito Ravanelli, pareggia Litmanen. Grande partita, finita ai rigori. La chiude Jugovic segnando il quarto”. E il quinto sarebbe toccato a lui: “Il quinto o il sesto. Fu un sollievo infinito. All’Olimpico avevo sbagliato un rigore al Mondiale del ’90 contro gli Stati Uniti, e mi ero rotto un piede tirandone un altro contro la Roma. Quella notte sapevo che era la mia ultima occasione per vincere la Champions. Pensi gli incubi, se no”. Quella è stata anche la notte dell’ultimo trionfo bianconero in Europa, ma Vialli non crede si tratti di una maledizione: “No. È la pressione. Non è facile trovare l’equilibrio tra tensione e serenità, nella consapevolezza che puoi anche perdere. Se poi hai contro Messi e Cristiano Ronaldo…”.

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***LUNEDI-03-DICEMBRE-2018***

MORTO BERNARDO BERTOLUCCI

 

 

Il grande regista Bernardo Bertolucci si è spento dopo una lunga malattia a 77 anni.

Le sue grandi opere hanno lasciato un segno nel tempo, Ultimo tango a Parigi, Novecento, l’Ultimo Imperatore etc…

Unico italiano ad aver vinto un Oscar per la regia.

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Bernardo Bertolucci forse l’Ultimo grande maestro che era rimasto del cinema italiano è morto. La notizia un po’ attesa data la sua lunga malattia ha fatto in poco tempo il giro del mondo.

 

L’amicizia con Pasolini, l’infanzia e l’esordio al cinema Bernardo, figlio del poeta e critico letterario Attilio Bertolucci, nasce nel 1941 vicino a Parma, a poca distanza dalla casa dove abitò Giuseppe Verdi, a 12 anni, si trasferisce con la famiglia a Roma. Del padre diceva che, appena tornato dal vedere qualche film, chiamava il giornale e dettava allo stenografo la sua recensione per telefono “senza averla scritta prima. Dopo se la faceva rileggere e cambiava al massimo due parole”. A soli 15 anni gira i suoi primi cortometraggi con una 16 mm presa in prestito: La teleferica, storia di tre bambini che si perdono nella foresta, e Morte di un maiale, ambientato all’interno di un mattatoio. A Roma si iscrive alla Facoltà di Lettere Moderne (che lascerà ben presto) e nel 1962 vince il Premio Viareggio Opera Prima per il libro in versi In cerca del mistero ma il primo amore resta il cinema. In questi anni Bertolucci vive in via Carini, nel quartiere di Monteverde Vecchio. Qui conosce un suo vicino di casa molto importante,Pier Paolo Pasolini, che lo introduce nel mondo della settima arte scegliendolo come assistente alla regia per la sua prima opera, Accattone.

Un anno dopo è Bertolucci a dirigere il suo primo film, La commare secca, da un soggetto di Pasolini. Nel 1964 anno che anticipa il ’68 e dove il protagonista è un giovane borghese iscritto al Partito comunista che si invaghisce di sua zia. Nel 1967 sarà chiamato da Sergio Leone come autore del capolavoro C’era una volta il west, mentre sei anni più tardi girerà Il conformista tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia con protagonista Jean-Louis Trintignant. Bertolucci, con questo film, vince il suo primo David di Donatello e riceve la prima nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.

 

Subito dopo arrivarono i primi successi con Ultimo tango a Parigi e Novecento. Il primo vero grande successo arriva nel 1972 con Ultimo tango a Parigi per la scena in cui Marlon Brando usa il burro per favorire una penetrazione anale in Maria Schneider Dopo la morte dell’attrice Bernardo Bertolucci disse: “L’idea è venuta a me e a Brando mentre facevamo colazione, seduti sulla moquette. A un certo punto lui ha cominciato a spalmare il burro su una baguette, subito ci siamo dati un’occhiata complice. Abbiamo deciso di non dire niente a Maria per avere una reazione più realistica, non di attrice ma di giovane donna. Lei piange, urla, si sente ferita. E in qualche modo è stata ferita perché non le avevo detto che ci sarebbe stata la scena di sodomia e questa ferita è stata utile al film”. Ma poi agiunse:“La sua morte è arrivata prima che potessi riabbracciarla e chiederle scusa”. Il film ottiene un enorme successo al botteghino e viene premiato con un David di Donatello, un Nastro d’argento e una nomination all’Oscar, ma entra subito nel mirino della censura. Nel 1976 la magistratura ordina la distruzione della pellicola che solo nel 1987 riceve la riabilitazione.

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Viene riconosciuto un altro suo grande capolavoro è Novecento, un film con Robert De Niro, Stefania Sandrelli e Gerard Depardieu, in cui Bertolucci racconta la storia di una famiglia dalla nascita del comunismo in Emilia Romagna fino alla Liberazione.“Eravamo nel 1976, in pieno compromesso storico e mi sembrava di dover celebrare un rito, pensavo di rendere omaggio alla storia del Pci. Paese Sera, quotidiano comunista romano, organizzò un dibattito con lo storico Paolo Spriano e Giancarlo Pajetta. Alla fine del primo tempo, Pajetta, entusiasta, mi abbracciò. Poi, vedendo le immagini della Liberazione, in cui mostravo anche le vendette private, i processi popolari contro i fascisti, si alzò furioso e se ne andò gridando: mi rifiuto di partecipare”, ricorderà in seguito Bertolucci che ringrazierà soltanto Walter Veltroni, all’epoca leader della Fgci, per averlo sostenuto. “Da allora, – dirà con rammarico – la mia tessera del Pci, presa nel 1969 contro l’estremismo filocinese dell’estrema sinistra, proprio nel momento in cui ci fu la rottura del partito con il gruppo del Manifesto, si è andata via via scolorendo… Alla metà degli anni Ottanta ho smesso di rinnovarla, non ero un militante, ho iniziato a vivere più all’estero che qui”.

Il massimo del successo Bernardo Bertolucci lo raggiunse nel 1988 con l’ultimo Imperatore, un kolossal girato in Cina che ottiene un enorme riscontro sia di pubblico sia di critica. I premi vinti sono numerosissimi, soprattutto agli Oscarcon 9 nomination ricevute e 9 statuette portate a casa, tra cui quelli come miglior regia e miglior sceneggiatura. Poi ci sono 9 David di Donatello, 4 Golden Globe, 4 Nastri d’Argento e 3 premi Bafta. Il film nasce per il grande amore per l’Oriente che Bertolucci scopre negli anni ’80 dopo aver girato vari Paesi come la Thailandia, il Giappone e la Cina. “Tempo dopo – racconterà in una delle sue tante interviste – il produttore Franco Giovalè mi diede da leggere il libro Da imperatore a cittadino, autobiografia presunta dell’ultimo imperatore cinese. Io avevo appena riletto La condizione umana di Malraux che si svolge nella Shangai del ’27. Con questi due progetti volai nell’84 in Cina: primo impatto con la città proibita, e da lì innamoramento assoluto”. “Negli anni ’80 – aggiungerà – avevo deciso di allontanarmi da un’Italia che mi sembrava iniziasse a essere molto corrotta. La Cina è stata un altrove in cui ho amato perdermi, e subito dopo venne l’altrove del Sahara di Il tè nel deserto (1990 ndr), e l’altrove del buddismo e dell’India di Piccolo Buddha (1993). Questi tre film sono legati dal bisogno di evadere dalla realtà del mio paese che in quel momento non mi piaceva”.

Gli ultimi anni di vita furono molto difficili. Prima dei gravi problemi di salute che lo costringeranno a passare gli ultimi anni della sua vita in sedia gira Io ballo da solae L’assedio. Nel 2000, infatti, subisce una serie di interventi per un’ernia del disco e trascorre un intero anno a letto ma, alla fine, riesce a superare la grave depressione che lo aveva assalito. “Ho imparato ad accettare questa mia nuova condizione. Da allora è diventato tutto più facile. E ho ripreso a fare film. E ho capito che fare film è la sola terapia”, disse dopo aver girato The Dreamers (2003) e Io e te (2012). Bertolucci, nel 2014, gira un documentario a Trastevere per testimoniare come sia difficile per un disabile girare in una Capitale come Roma. “Questa – dice – è una città segnata come unfriendly per i portatori di handicap. Lo sanno tutti, tranne il Comune. Ma non mi meraviglio, fa parte della nostra cultura, non siamo storicamente attenti al mondo di chi non è autosufficiente, non ci sono leggi di garanzia, noi preferiamo una sorta di manutenzione per i disabili, che è una via d’uscita mediocre”. Gli ultimi premi arrivano nel 2007 quando, a Venezia, riceve un super Leone d’oro, mentre nel 2011, a Cannes, gli viene consegnata la Palma d’oro alla carriera. Dal 2008 una “stella d’oro” “brilla” sul marciapiede delle star, la Walk of Fame dell’Hollywood Boulevard di Los Angeles.

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***DOMENICA-02-DICEMBRE-2018***

GRANDE INTERVISTA DI RENATO ZERO A DOMENICA IN CON GIALLO… (OLTRE TRE ORE DI RITARDO…)

 

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La grande trasmissione di Domenica In condotta magistralmente dalla sempre giovane Mara Venier ha avuto come ospite il tanto atteso (oltre tre ore di ritardo…) Renato Zero. Mara e Renato grandi amici di vecchia data hanno dato via ad una bellissima intervista. Il grande cantautore romano di 68 anni ha ripercorso in pieno tutta la sua lunga carriera carica di molte soddisfazioni.

 

 

Renato Zero ha anche molto scherzato con la conduttrice, anche sulle sue numerose storie “Hai avuto tutti sti compagni e mariti, manco la Dea Kalì con tutte quelle mani”. Ha scherzato anche sul suo ritardo per un errore del cantautore. Con la conduttrice Renato Zero ha toccato anche la violenza sulle donne:  «Le donne sono importanti per tutta la società: basti pensare che sono loro a partorire, se lo facessero gli uomini sarebbe un disastro. Non basta dire ‘No alla violenza’, non si devono mai sottovalutare le denunce e le richieste d’aiuto» – spiega il cantautore romano – «C’è una violenza disarmante che pervade la nostra società, serve più allegria».

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Sulla lunga carriera musicale iniziata quando ancora minorenne Renato Zero dice: «Il primo contratto discografico fu firmato da mio padre, che temeva fosse una ‘sòla’. Lui era un servitore dello Stato per necessità, avrebbe potuto essere un grande tenore. Agli esordi, facevo tutto da solo: non solo cantautore, ma anche manager, truccatore, ecc… Ho vissuto una solitudine un po’ forzata, come era accaduto a grandi personaggi come Charlie Chaplin o Totò. Ho avuto tante storie, ma non sono mai stato cliente di negozi che vendono bomboniere: ho scelto di sposare il mio pubblico».

 

 

 

Racconta di una solitudine un po’ forzata all’inizio ma di una sua grande famiglia sempre pronta a sostenerlo e a incoraggiarlo: “«Sono cresciuto in anni in cui l’aria di libertà sfociava spesso nel libertinaggio, ma tutti i miei familiari mi sono stati vicini». Vestire con lustrini e paillettes, però, spesso attirava la violenza: «Venivo preso di mira per strada, sia verbalmente che fisicamente. Le storie ormai quotidiane di bullismo mi ricordano tristemente tante cose che ho vissuto io. Ero adolescente, ma cercavo di parlare con chi mi aggrediva, questo atteggiamento alla fine ha avuto feedback positivi e i primi ‘sorcini’ iniziarono a tutelarmi con un servizio d’ordine organizzato tutto da alcuni fan».

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Si continua ad affrontare il tema della famiglia anche quando si parla di Roberto, il figlio adottivo: «Le pratiche sono state molto lunghe e abbiamo cercato di stabilire un rapporto prima di arrivare all’adozione vera e propria. Volevamo mettere insieme le nostre solitudini, non ci siamo imposti nulla a vicenda. Anzi, ne approfitto per sensibilizzare sulle adozioni: oggi la burocrazia rallenta troppo, servono procedure che snelliscano il tutto».

 

A Domenica In, Renato Zero ha anche presentato Vincenzo Incenzo, cantautore e protagonista di musical, nonché autore di tanti successi dello stesso Renato, ma anche brani comeCinque giorni di Michele Zarrillo. «Collaboriamo da 20 anni, ci siamo conosciuti grazie alla festa di compleanno di Antonello Venditti. Lui mi ha dato la musica e mi ha chiesto di scrivere qualcosa» – raccontano i due – «L’iniziativa di Fonopoli alla fine non andò in porto, nonostante il tempo e la fatica, ma possiamo dire, con orgoglio, che non siamo stati aiutati da nessuno. Non ci siamo mai piegati alle ingerenze e alle raccomandazioni». Vincenzo Incenzo ha anche cantato il branoJe Suis, singolo estratto dal suo album Credo.

 

Mara Venier poi si commuove molto quando viene mostrato un filmato, estratto dal cofanetto Alt in tour, in uscita il prossimo 30 novembre: sulle note di Amico, il pubblico del Forum inizia a cantare al posto di Renato Zero, che non riesce a contenere l’emozione. Un momento che dimostra l’impareggiabilità delle emozioni che la musica può dare.

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***SABATO-01-DICEMBRE-2018***

 

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ECCO PETRALIA SOPRANA IL BORGO DEI BORGHI VINCITORE PER L’ANNO 2018.

 

 

 

Petralia Soprana Sbaraglia tutti e meritatamente vince il concorso Borgo dei Borghi 2018.

 

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Ormai quella dei comuni Madoniti è una tradizione infatti il fantastico Petralia Soprana subentra a un altro meraviglioso borgo Gangi.

Grazie al televoto il comune era giunto in finale, finale vinta piazzandosi primo su altri 19 borghi da tutta Italia.

Petralia Soprana ha tenuto in suspense i telespettatori e i suoi cittadini numerosissimi che seguivano la trasmissione.

Lo strappo finale Petralia Soprana (Sicilia) lo ha vinto contro Subiaco (Lazio).

Subito dopo la proclamazione del vincitore per le vie nella ridente cittadina c’è stata festa fino alle prime luci dell’alba.

 

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Petralia Soprana si trova nelle Madonie ed è il più alto dei comuni presenti, il trascorrere del tempo non ha mutato le sue caratteristiche medievali che lo ha fatto vincere.

Mantiene intatte strade, palazzi nobiliari e case in pietra.

Questa vittoria accolta con gioia dai suoi abitanti può essere lo spunto per riprendere con orgoglio una presenza messa fortemente in dubbio dai giovani che per la crisi economica numerosissimi hanno lasciato il borgo.

 

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Rinnoviamo insieme a tutta la redazione di www.cartomanziagratissempre.it i nostri più calorosi auguri a tutto il comune di Petralia Soprana.

 

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***VENERDI-30-NOVEMBRE-2018***

ERANO SOLO BATTUTE…

 

Paolo Becchi e la strategia di Conte con Juncker: “Cosa deve pretendere da lui a cena”

 

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Il prof. Paolo Becchi ha la giusta via per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in vista della cena con il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. L’ex ideologo del M5s ha detto al premier di intervenire in un momento ben preciso dell’incontro, prima che sia troppo tardi per essere ascoltato: “Prima dell’ultimo cognacchino – scrive Becchi – se io fossi Conte, di fronte al no del capo della distilleria abusiva, risponderei, molto sobriamente, con una notifica ufficiale di richiesta di “eccezione italiana”: richiesta – aggiunge Becchi – compatibile con i Trattati”.

 

 

Il professore riporta il precedente caso già avvenuto nell’Unione europea, quando la Gran Bretagna chiese e ottenne di essere esonerata da una serie di accordi tra Paesi membri. Perché mai l’Italia non dovrebbe essere trattata alla stessa maniera? Nelle ultime ore i bene informati dall’interno del governo giallo – verde riportano un clima di paura per la bufera economica – finanziaria che travolgerà l’Italia senza un cambiamento di rotta lungimirante…

***GIOVEDI-29-NOVEMBRE-2018***

ATTENTO GOVERNO GIALLO-VERDE…

 

Stiamo notando un silenzio anomalo degli italiani. Molti osservatori e sondaggisti di ogni genere si stanno affrettando a dichiarare che il Movimento Cinque Stelle e la Lega sono al 60% più o meno. Chi mastica un po’ di politica sà che non sarà così. Stiamo parlando degli italiani, popolo da sempre furbo e ambiguo…

Stiamo parlando dello stesso popolo che poco tempo prima osannava Benito Mussolini in tutti i modi e poi lo prese a calci da morto. È vero che in questo momento stiamo assistendo ad una lenta agonia economica del paese e anche politica e/o sociale… in tutto questo gli italiani dove stanno? Nei social, nascosti dietro nick improbabili ed inesistenti a condividere il tutto… proprio di tutto. Gli italiani sono in attesa, in attesa di cosa? In attesa di incassare. Incassare? Certo, proprio così. Gli italiani stanno aspettando il governo all’incasso del reddito di cittadinanza, quota 100 e flat tax. Attenzione noi non siamo contro questi provvedimenti anzi li riteniamo il minimo per tutta la povertà che si è formata in 13 anni di austerity fatta da tasse e tagli. Avevamo un 1.000.000 di poveri oggi dati Istat siamo a 6.500.000. Aggiungiamo noi quelli che si sanno perché in realtà siamo a quota 10.000.000.

 

Considerate tutti i disoccupati, i neet, giovani laureati che emigrano etc… avrete un dipinto di un paese in forte decadenza. Il governo sta avendo troppa ansia immotivata, i provvedimenti potevano essere spalmati nel tempo. Un governo così ampiamente votato dagli italiani si sta logorando da solo… un po per volta senza considerare il solito volta gabbana degli italiani. Infatti gli italiani una volta incassato il reddito di cittadinanza, quota 100 e flat tax volterà le spalle al governo nelle urne. Non lo farà tutto e subito, prima esalteranno Salvini con un travaso di voti dal Movimento Cinque Stelle alla Lega. Tutto questo dipenderà da un solo uomo, l’unico vero politico rimasto. Stiamo parlando del Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini. Quando e come andrà ad incassare il consenso crescente degli elettori? Andrà con Berlusconi? Ad Otto e Mezzo di Gruber Vittorio Sgarbi ha dichiarato che il governo Conte è nato perché Silvio Berlusconi ha mandato Matteo Salvini ad accettare la corte politica di Di Maio. Come sempre Berlusconi si mantiene allo stesso tempo sia al governo che all’opposizione. In tutto questo come sarà il nuovo partito di Renzi che alcuni sondaggisti lo danno intorno al 12%. Già Renzi, altro infiltrato di Berlusconi dove era anche allora sia al governo che all’opposizione. Anche Renzi incassò il consenso “acquistato” con i 9 miliardi molti di più dei 6 miliardi destinati al reddito di cittadinanza…

 

Dopo gli 80 Euro gli italiani lo mandarono a casa insieme alle ultime macerie rimaste del PD. Il governo Conte dovrebbe iniziare a pensare in modo strategico evitando di andare alla totale rottura del paese con l’Europa. L’Italia è un paese profondamente indebitato, per il suo futuro e per il futuro dei nostri figli deve fare purtroppo un passo per volta. Il contratto di governo stipulato da Lega e Movimento Cinque Stelle deve essere attuato un po’ per volta, spalmato in 5 anni di buon governo. Auguriamo al governo buon lavoro ma soprattutto una visione molto più lunga di quella che si vede in questi giorni. Molti osservatori dall’estero vedono l’Italia nelle stesse scelte della Grecia di due anni fa. Stiamo attenti perché l’economia italiana è già molto provata e senza una vera crescita sociale tutto sarà di respiro molto breve…

***MERCOLEDI-28-NOVEMBRE-2018***

“Non sono Babbo Natale… serve rispetto…”(Pierre Moscovici commissario Europeo agli Affari Economici)

***MARTEDI-27-NOVEMBRE-2018***

“È arrivata la lettera di Bruxelles? Aspetto anche quella di Babbo Natale…”(Matteo Salvini Ministro dell’Interno e Vicepremier del governo Conte Lega Movimento Cinque Stelle)

***LUNEDI-26-NOVEMBRE-2018***

“Non so se la chemio mi guarirà…”(Nadia Toffa)

***DOMENICA-25-NOVEMBRE-2018***

“Sono sempre rimasto impressionato da questo club… da molti anni ha due squadre che possono competere per lo scudetto… vestire la maglia bianconera è una responsabilità… spero di poter diventare il miglior portiere della serie A… voglio diventare il numero 1…”(Mattia Perin portiere della Juventus)

***SABATO-24-NOVEMBRE-2018***

“Sono preoccupato per l’attacco di alcune parti del mondo finanziario che vedono nell’Italia un boccone da mangiarsi… Mi viene il dubbio che qualcuno agisca a colpi di spread per comprare pezzi dell’economia italiana…”(Matteo Salvini Ministro dell’Interno e Vicepremier del governo Conte Lega Movimento Cinque Stelle)

***VENERDI-23-NOVEMBRE-2018***

“Se qualcuno dice che ci frega dello Spread, capiamo che dobbiamo alfabetizzare la politica…”(Boccia presidente di Confindustria)

***GIOVEDI-22-NOVEMBRE-2018***

“De Falco aveva detto (torna a bordo) io gli dico se non ti trovi torna a casa. De Falco rimane un genio che si sente troppo genio rispetto al gruppo. Ha votato contro e senza preavviso insieme con Pd e Fi. Noi dobbiamo tenere in piedi i conti del paese, non quelli della famiglia De Falco…”(Stefano Buffagni Sottosegretario del Movimento 5 Stelle)

***MERCOLEDI-21-NOVEMBRE-2018***

“Contro il governo mancano solo i Caschi Blu…”(Matteo Salvini Ministro dell’Interno e Vicepremier del governo Conte Lega Movimento Cinque Stelle)

***MARTEDI-20-NOVEMBRE-2018***

“Stiamo lavorando a una manovra che garantisca più posti di lavoro, più diritto alla pensione e meno tasse non per tutti ma per tanti italiani. Se all’Europa va bene siamo contenti, sennò tiriamo dritto…”(Matteo Salvini Ministro dell’Interno e Vicepremier del governo Conte Lega Movimento Cinque Stelle)

***LUNEDI-19-NOVEMBRE-2018***

“Prescrizione e indulto dovrebbero sparire dal vocabolario…”(Nicola Gratteri)

***DOMENICA-18-NOVEMBRE-2018***

“Zone franche, senza stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo… e non è finita qui… dalle parole ai fatti…”(Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini)

***SABATO-17-NOVEMBRE-2018***

“Se si sbagliano i conti, non c’è una banca di riserva che ci salverà. I danni contribuiscono a far defluire i capitali verso altri paesi e colpiscono soprattutto famiglie, piccoli risparmiatori e chi fa impresa…”(Bassetti presidente della Cei)

***VENERDI-16-NOVEMBRE-2018***

“Cinque Stelle inadeguati, il governo cadrà presto…”(Silvio Berlusconi)

***GIOVEDI-15-NOVEMBRE-2018***

“È un’indagine che ci lascia più tristi del solito… pensare che c’è gente spregiudicata che lucra che vive in adagiatezza, nella ricchezza, lucrando sui morti… lucrando sui funerali, cercando di controllare, di avere una sorta di racket… andando appena muore un ricoverato, imponendo la propria agenzia di onoranze funebri, attraverso il coinvolgimento diretto di dipendenti dell’ospedale… arrivando al punto di regolare la consegna della salma ai parenti x dare il tempo all’agenzia di organizzarsi…”(Nicola Gratteri commentando l’operazione [Quinta Bolgia] che ha portato a 24 arresti tra cui l’Ex Parlamentare e Sottosegretario Pino Galati Forza Italia)

***MERCOLEDI-14-NOVEMBRE-2018***

“Maria De Filippi mi bullizza ma voglio morire nella sua mano…(Maurizio Costanzo da Fazio su Rai 1 a che tempo che fa rispondendo a una domanda sulla moglie Maria De Filippi)

***MARTEDI-13-NOVEMBRE-2018***

“Possiamo bloccare bilanci e attività Ue” (Salvini)

***LUNEDI-12-NOVEMBRE-2018***

“Corona è un demente…”(Marina La Rosa)

***DOMENICA-11-NOVEMBRE-2018***

“Virginia, colpisci forte mentre prendono fiato…” (Beppe Grillo) [Sul blog del Movimento Cinque Stelle commentando l’assoluzione di Virginia Raggi sindaco di Roma]

***SABATO-10-NOVEMBRE-2018***

La vita consiste nel saper stringere a dovere le chiappe all’occorrenza…(Barbara D’Urso)

***VENERDI-09-NOVEMBRE-2018***

“Condannatemi, non importa, la storia mi assolvera…”(Fidel Castro)

***GIOVEDI-08-NOVEMBRE-2018***

“Il cuore conosce cose che la ragione non conosce…”(Blaise Pascal)

***MERCOLEDI-07-NOVEMBRE-2018***

“Un uomo che osa sprecare anche solo un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita”…(Charles Darwin)

***MARTEDI-06-NOVEMBRE-2018***

“Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso…”(Fëdor Dostoevskij)

***LUNEDI-05-NOVEMBRE-2018***

“La vita è così breve che non c’è tempo per litigi, per il rancore e per la guerra. C’è solamente il tempo per amare e dura solamente un istante…”(Mark Twain)

***DOMENICA-04-NOVEMBRE-2018***

“L’oscurità non può scacciare le tenebre, solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio, solo l’amore può farlo…”(Martin Luther King)

***SABATO-03-NOVEMBRE-2018***

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia…”(Enrico Berlinguer).

***VENERDI-02-NOVEMBRE-2018***

“O purpo se coce ‘int all’acqua soja…”(Proverbio Campano)

***GIOVEDI-01-NOVEMBRE-2018***

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.

Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.

Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.

Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi pensi: il tuo sorriso è la mia pace.

(Henry Scott Holland LA MORTE NON È NULLA scritta in memoria di un fraterno amico scomparso improvvisamente)

“Buon viaggio…”

***MERCOLEDI-31-OTTOBRE-2018***

“Vivi come se dovessi morire domani…Impara come se dovessi vivere per sempre…”(Mahatma Gandhi)

***MARTEDI-30-OTTOBRE-2018***

” Perdona sempre i tuoi nemici… nulla li infastidisce così tanto…”(Oscar Wilde)

***MARTEDI-30-OTTOBRE-2018***

“Dà a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita…”(Mark Twain)

***LUNEDI-29-OTTOBRE-2018***

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi…”(Charlie Chaplin)

***LUNEDI-29-OTTOBRE-2018***

“Un uomo troppo buono è come un muro di sola terra…”(Proverbio Cinese)